Donne in Cantiere

Il Laboratorio Dagad ha organizzato, in occasione della ricorrenza dell’8 marzo e nell’ambito di una serie di iniziative patrocinate dal Comune di Milano alla Fabbrica del Vapore, una tavola rotonda per capire meglio la situazione italiana delle donne in edilizia attraverso il racconto dell’esperienza diretta di alcune interpreti di diverse figure professionali.

L’appuntamento,  ha significato anche l’avvio di un osservatorio permanente sul tema “DONNE IN CANTIERE” che Laboratorio DAGAD ha intenzione di guidare , con lo scopo di attivare diverse iniziative di approfondimento, analisi, monitoraggio in sinergia con organismi di categoria (a titolo esemplificativo ance, ordini professionali, istituti di formazione, organismi internazionali. Filo conduttore che lega tutte le donne che hanno raccontato la propria esperienza è un elevato livello di professionalità, ottenuta attraverso una profonda preparazione, l’attenzione per la qualità e la passione per il proprio lavoro, vere e proprie “armi” che hanno permesso di superare i numerosi ostacoli che ognuna di loro si è trovata ad affrontare nel corso della propria carriera.

Se si pensa alla presenza femminile declinata nelle diverse figure professionali attive nel settore delle costruzioni appare subito evidente come quella dell’operaio donna sia molto rara, tranne che nel settore del restauro e della decorazione; a questo mondo appartiene infatti la quasi totalità delle “operaie” edili, che rappresentano soltanto poco più del 10% del totale degli occupati. Ma anche all’estremo opposto, ovvero a livello dirigenziale, la situazione non è tanto rosea.

Le donne si dimostrano sempre pronte e superprofessionali e rinunciare ad alcune “pretese” da donna, a partire dall’abbigliamento che è sempre stato il più possibile formale. Nuove generazioni più emancipate e sicure di sé ma per le nuove generazioni le cose sembrano cambiare, sono più “sicure del fatto loro” e temono meno la competizione con i colleghi maschi.

E lo confermano anche i numeri: negli ultimi anni si è registrato un sensibile aumento delle donne anche nei corsi universitari tradizionalmente “maschili”; un esempio è l’incremento del 28,7% delle studentes se iscritte alle facoltà di ingegneria, tra le quali solo il 6% delle donne laureate sarà destinata a svolgere lavori di segreteria. Le laureate in settori tecnologici sono però quelle che più probabilmente rimangono single; a questo proposito un recente studio condotto fra gli ingegneri francesi mostra una scala invertita: gli uomini con 4 o più figli hanno più probabilità di apparire ai vertici di carriera, rispetto a quelli che restano single o che non hanno figli. In aumento le donne dirigenti e imprenditrici Negli ultimi anni sono anche aumentate le donne dirigenti e soprattutto quelle imprenditrici: 3000 nuove realtà sono andare ad ingrossare l’esercito del milione e 200 mila imprese femminili italiane; le imprese rosa nelle costruzioni il 3,4% dato corrispondente ad un tasso di femminilizzazione del 5,59% (i dati risalgono al 20015). Nella struttura delle imprese “rosa” in edilizia non mancano evidenti criticità, a cominciare dalla dimensione molto contenuta (il 70% ha forma giuridica di impresa individuale, soprattutto nelle aree meridionali e centrali del Paese, mentre al Nord prevalgono le società di persone e di capitali), fattore che, unitamente alla difficoltà di accesso al credito ed alla necessità di conciliare vita lavorativa e familiare. Le donne scelgono tendenzialmente di fare impresa attraverso forme giuridiche strutturate, come quelle delle società di capitale, mentre nel versante maschile si continuano a preferire la libera professione e le ditte individuali.

Interno21 punta sulle donne come potete vedere in copertina dove c’è la nostra Laura Cesana.

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